
Il clima continua ad essere una priorità per i Paesi industrializzati, che stanno continuando a innalzare i propri obiettivi per raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050. Oggi i ministri dell’ambiente del Paesi del G7 – quindi Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America -, hanno raggiunto un accordo per porre fine agli aiuti pubblici alle centrali a carbone entro la fine del 2021.
Zum ersten Mal bekennen sich alle G7-Staaten dazu, die Finanzierung von Kohlekraftwerken im Ausland zu beenden. Das ist ein wichtiger Fortschritt, denn nur so können wir als Industriestaaten glaubwürdig von anderen verlangen, uns auf diesem Weg zu folgen. #G7UK https://t.co/EYbmpPXQC8
— Svenja Schulze (@SvenjaSchulze68) May 21, 2021
«Si tratta di un passo avanti importante – afferma Svenja Schulze, ministro tedesco dell’Ambiente -, perché solo in questo modo noi, come paesi industrializzati, possiamo esigere in modo credibile che altri ci seguano su questa strada».
Clima, un altro importante passo verso la riduzioni delle emissioni: l’accordo dopo due giorni di consultazioni virtuali presiedute dalla Gran Bretagna
«Nello specifico – annunciano i ministri dell’Ambiente e del Clima del gruppo del G7 -, ci siamo espressi a favore della protezione del 30% della terra e della superficie oceanica entro il 2030, a livello globale e nazionale. Per la prima volta, tutti i paesi del G7 si sono impegnati a porre fine al finanziamento delle centrali elettriche a carbone all’estero».
Il G7 concorda sul fatto che ulteriori investimenti nella produzione di energia elettrica a carbone in tutto il mondo devono essere interrotti ora perché non sono compatibili con l’obiettivo di mantenere il limite di temperatura di 1,5 gradi, come stabilito dall’accordo di Parigi.
G7, un impegno che vuole salvaguardare lo stretto legame tra natura e protezione del clima
La preoccupazione principale dei Paesi del G7 è lo stretto legame tra natura e protezione del clima, ponendo l’accento sull’importanza di salvaguardare la biodiversità. A tal proposito tutti i Paesi lavoreranno a un ambizioso quadro globale, sostenendo l’obiettivo di proteggere almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% dell’area oceanica in tutto il mondo entro il 2030, incluso nel proprio paese. In particolare, viene sostenuta la creazione di aree marine protette nell’Antartide orientale.