Siccità, sempre meno pioggia in Primavera: a Maggio pesanti anomalie
Il trend a lungo termine vede una progressiva diminuzione delle precipitazioni primaverili.

La siccità si è fatta sentire anche nel mese di maggio, con notevoli anomalie sull’Italia. Nonostante il transito di 12 perturbazioni, alcune delle quali piuttosto intense, il mese di maggio si è concluso con un deficit di precipitazioni pari a quasi un quarto del quantitativo normale, più esattamente del -23% dovuto principalmente alla diffusa carenza di piogge al Centro-Nord e in Sicilia (-22% al Nord-Ovest, -32% al Nord-Est, -31% al Centro, -30% in Sicilia).
Al Sud il deficit pluviometrico sul versante tirrenico e ionico è stato controbilanciato dagli abbondanti accumuli sul versante adriatico che, complessivamente per queste regioni, hanno determinato un leggero surplus pari a +8%. Stesso bilancio di +8% anche in Sardegna, anche in questo caso determinato da una distribuzione disomogenea di aree che hanno visto quantitativi superiori e inferiori alla media.
Anche il trimestre primaverile, nel suo complesso, mostra un’anomalia pluviometrica negativa; un marzo piovoso seguito da un aprile e un maggio meno piovosi della norma hanno determinato un deficit stagionale pari a -11% che, pur non rappresentando uno scarto notevole, si inquadra perfettamente nel trend a lungo termine che vede una progressiva diminuzione delle precipitazioni primaverili.
Siccità: il bilancio da inizio anno è preoccupante
Il dato stagionale scaturisce dalla combinazione di due situazioni sostanzialmente differenti fra il nord e il sud del Paese: da una parte, al Centro-Nord, gli accumuli totali di precipitazione sono risultati nettamente inferiori alla media (-18% al Nord-Ovest, -25% al Nord-Est, -17% al Centro), mentre dall’altra parte, al Sud e Isole, ha piovuto sensibilmente di più della norma (+12% al Sud, +19% in Sicilia, +20% in Sardegna). Più significativo è, invece, il bilancio da inizio anno che vede un preoccupante -32%, ossia circa 25 miliardi di metri cubi di acqua in meno rispetto alla norma, questa volta distribuito quasi uniformemente in tutto il territorio. Particolarmente grave è stato il deficit di gennaio e febbraio, un po’ meno ampio quello di aprile e maggio, intervallati da un solo mese, marzo, con precipitazioni superiori alla media.