Territorio

Maltempo a Genova: cosa sono i temporali autorigeneranti?

La particolare insistenza del maltempo che ha colpito Genova è stata determinata dallo sviluppo dei cosiddetti “temporali autorigeneranti“, un fenomeno che purtroppo si verifica piuttosto di frequente in corrispondenza dei settori centro-orientali della Liguria e che spesso provoca situazioni molto critiche.

Tra sabato 22 marzo e domenica 23 la città di Genova è stata colpita da forte maltempo, con piogge insistenti e abbondanti che hanno sferzato la zona provocando allagamenti e molte criticità. La particolare insistenza del maltempo che ha colpito Genova è stata determinata dallo sviluppo dei cosiddetti “temporali autorigeneranti“, un fenomeno che purtroppo si verifica piuttosto di frequente in corrispondenza dei settori centro-orientali della Liguria e che spesso provoca situazioni molto critiche. Questo tipo di temporale si distingue per la capacità di stazionare per diverse ore sulla stessa area geografica, causando precipitazioni intense e persistenti.
Ma perché Genova è così vulnerabile a questo tipo di fenomeno?

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La dinamica dei temporali autorigeneranti

Un temporale autorigenerante si sviluppa quando si incontrano masse d’aria di diversa temperatura e umidità. In Liguria, le correnti fredde provenienti dal nord Europa si scontrano con l’aria calda e umida che risale dal Mar Mediterraneo. Questo incontro crea forti moti convettivi che favoriscono la formazione di celle temporalesche stazionarie, capaci di rigenerarsi continuamente.

Il fenomeno è accentuato dalla conformazione geografica della regione: la vicinanza tra il mare e i rilievi montuosi blocca il movimento delle celle temporalesche, costringendole a scaricare enormi quantità di pioggia su aree limitate. I temporali autorigeneranti possono portare precipitazioni superiori ai 100-200 mm in poche ore, con conseguenze potenzialmente devastanti.

Perché Genova è così esposta?

La causa è da ricercare nell’orografia del territorio. La conformazione territoriale dell’area di Genova, infatti, con le valli strette che sfociano rapidamente sul mare, crea un ambiente ideale per i temporali autorigeneranti. Inoltre, l’urbanizzazione intensa e spesso poco pianificata aumenta il rischio di allagamenti, frane e smottamenti. Le strade si trasformano rapidamente in torrenti, i rii esondano e i sottopassi si riempiono d’acqua, rendendo difficile la gestione dell’emergenza.

Come ridurre i rischi?

Per mitigare gli effetti di questi fenomeni estremi, è necessario adottare un approccio integrato che comprenda:

  • Monitoraggio continuo: i centri meteorologici regionali devono sorvegliare costantemente le condizioni atmosferiche e diffondere allerte tempestive.
  • Pianificazione urbanistica adeguata: evitare costruzioni nelle aree più vulnerabili e migliorare la gestione delle acque piovane.
  • Sensibilizzazione della popolazione: educare i cittadini a riconoscere i segnali di pericolo e adottare comportamenti adeguati in caso di emergenza.

I temporali autorigeneranti non possono essere evitati, e l’estremizzazione dei fenomeni meteorologici provocata dalla crisi climatica contribuirà purtroppo ad aumentare i rischi di eventi sempre più intensi, ma una maggiore consapevolezza e preparazione possono ridurne significativamente l’impatto. 

Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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