Artico, ghiaccio marino meno esteso a giugno per colpa del caldo anomalo
Il ghiaccio si è ritirato ad un ritmo di oltre 64 mila chilometri quadrati ogni giorno
Lo scorso mese l’estensione della banchisa di ghiaccio artico è stata la terza più bassa mai registrata a giugno. In media la calotta ha raggiunto una estensione di 10.58 milioni di chilometri quadrati, 170.000 chilometri quadrati più grande del record minimo di giugno raggiunto nel 2016. Lo rivela l’ultimo bollettino realizzato dal National Snow and Ice Data Center.
Il ghiaccio si è ritirato ad un ritmo di oltre 64 mila chilometri quadrati ogni giorno, circa il 20% più velocemente rispetto alla media del trentennio 1981-2010. Si tratta di una superficie leggermente più grande di Toscana, Lazio, Campania e Umbria messi insieme.
La temperatura dell’aria a 760 metri di quota in atmosfera è stata più calda del normale: su gran parte del Mar glaciale artico la temperatura è rimasta di 1-4 gradi più elevata; lungo la costa siberiana del Mare di Laptev orientale i valori sono rimasti addirittura di 8 gradi più alti.
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In particolare, nel Mare di Laptev l’estensione del ghiaccio ha raggiunto valori record negativi a partire dal 19 giugno fino alla fine del mese. La fusione del ghiaccio in quest’area ha fatto aumentare la temperatura superficiale del mare di 4 gradi oltre lo zero. Secondo gli esperti il vortice polare record di questo inverno e l’Oscillazione Artica in fase positiva hanno contribuito alla perdita di ghiaccio in quest’area. Secondo alcuni studi, infatti, con Oscillazione Artica positiva aumenta molto il movimento del ghiaccio al largo della costa della Siberia, che, in questo modo rimane più sottile e quindi più sensibile alle temperature.